“Il guardiano di nostro fratello”: in esclusiva un racconto inedito di Lucia Berlin

di Redazione Il Libraio | 31.10.2018

Bollati Boringhieri porta in libreria "Sera in paradiso", nuova raccolta di inediti di Lucia Berlin (1936-2004), "la donna che scriveva racconti". E per l'occasione, ilLibraio.it regala ai suoi lettori, in anteprima esclusiva, uno dei testi del libro


IN ESCLUSIVA PER I LETTORI DE ILLIBRAIO.IT UN RACCONTO INEDITO DI LUCIA BERLIN, TRATTO DALLA RACCOLTA SERA IN PARADISO

Bollati Boringhieri porta in libreria Sera in paradiso (traduzione di Manuela Faimali), nuova raccolta di inediti di Lucia Berlin (1936-2004), “la donna che scriveva racconti”, grande autrice americana. E per l’occasione, ilLibraio.it regala ai suoi lettori, in anteprima esclusiva, uno dei testi del libro, il racconto Il guardiano di nostro fratello.

Storie di luoghi, di paesaggi, dell’intero continente americano, di donne, di bambini e di uomini. Storie che raccontano un temporale, un’alluvione, un incendio, una notte magica. Storie di vicinato difficile, di profughi siriani, di messicani poveri e di americani ricchi o viceversa, di musicisti e di alcolisti, di corride e di fiestas, di attrici e di gigolo. Storie che, come quelle di La donna che scriveva racconti, evocano momenti della vita di un’autrice fuori dall’ordinario. Storie di amore, di malinconia, di piccoli e grandi drammi, di gioie inaspettate, di cambiamenti improvvisi, e una prosa impossibile da catalogare. Le svolte impreviste, i rapidi mutamenti di tono, i passaggi dal riso al pianto, dall’ostilità alla commozione, dalla disperazione alla felicità, il lamento prolungato che svanisce all’improvviso, ricordano la musica jazz. Una prosa che diventa dura, sobria e riservata, quasi distaccata, proprio nel rendere situazioni che una scrittrice meno efficace e sincera vestirebbe di emotività.

Trasmettere l’intera gamma dei sentimenti senza mai scadere nel cinismo o nella banalità richiede un talento raro, e Lucia Berlin lo possiede.  Storie di malattia, di morte imminente, di delirio alcolico, di assuefazione e di crisi di astinenza, sono raccontate con un’empatia controllata che inchioda il lettore alla pagina. Accenti comici, umoristici, leggeri, vengono spesso riservati a situazioni di degrado, sopruso, a personaggi che riescono a non essere mai del tutto negativi. Come se Berlin conoscesse a fondo ogni risvolto del comportamento umano, ogni sfaccettatura della sofferenza come della gioia, della cattiveria come della generosità, e le raccontasse con l’indulgenza di chi le ha sperimentate.

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Fonte: www.illibraio.it