La donna che scriveva racconti
Lucia Berlin
Traduzione di Federica Aceto
Anno 2016
Collana «Varianti»
Prezzo €18,50
464 Pagine
Rassegna Stampa:
6 gennaio 2016 - D - la Repubblica
14 febbraio 2016 - la Lettura
14 febbraio 2016 - Domenica - Sole 24 ore
marzo 2016 - Elle
marzo 2016 - marie claire
febbraio 2016 - L'Indice dei libri del mese
20 febbraio 2016 - ttL - La Stampa
26 febbraio 2016 - Il Venerdì di Repubblica
2 marzo 2016 - Avvenire
12 marzo 2016 - Gioia
9 marzo 2016 - Tu Style
11 marzo 2016 - Grazia
23 marzo 2016 - Vanity Fair
6 aprile 2016 - F
17 aprile 2016 - Il Manifesto
6 maggio 2016 - Il Venerdi' di Repubblica
giugno 2016 - Elle - N. Aspesi
aprile 2016 - Leggendaria
7 luglio 2016 - L'Espresso
7 luglio 2016 - Il Manifesto
8 luglio 2016 - Sette Corriere Sera
9 luglio 2016 - Pagina99
13 luglio 2016 - F
12 luglio 2016 - Leggere Donna
8 agosto 2016 - Il Messaggero
Link:
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il contenuto
Una donna molto bella che ha avuto una vita difficile e la racconta in tanti piccoli quadri: protagonista la narratrice onnisciente o vari personaggi secondari, diversissimi tra loro: un vecchio indiano americano incontrato in una lavanderia; una ragazza giovanissima che scappa da una clinica messicana di aborti per ricche americane; la suora di una scuola cattolica; un'insegnante gay. Ma soprattutto, una domestica che ritrae, lapidaria ma benevola, le «signore» (e anche qualche «signore») per cui lavora: una storia indimenticabile, che dà il titolo all'edizione americana del libro, «Manuale per donne delle pulizie». «Indimenticabile» è l'aggettivo che definisce il valore di una storia breve. Tutti ricordano la signora con il cagnolino di Cechov, o la famiglia Glass di Salinger, o l'anziana donna malata di Alzheimer che si innamora di un compagno di sventura, di Alice Munro. Più difficile è ricordare uno qualunque dei protagonisti dei racconti di Raymond Carver, tutti molto simili: uomini che traslocano continuamente per sopravvivere a una crisi economica non solo individuale. O quelli di Charles Bukowski, l'eterno disadattato che ama l'alcol e le donne. Non che sia possibile ricordare tutti i personaggi di Berlin, diversissimi, variegati per sesso, razza, colore e censo, ma di certo il tratto pittorico dell'autrice contribuisce a fissarli nella mente; complice una scrittura ingannevolmente semplice, chiara, essenziale, imprevedibile come la musica jazz ma altrettanto ipnotica. Una vita più che difficile, quella di Lucia Berlin, tormentata dalla scoliosi e dalle sue conseguenze, da un primo matrimonio sfortunato, dalla povertà, e dai lavori tipici degli americani senza radici: ma le esperienze di centralinista, domestica, insegnante precaria o infermiera, e di madre single, forniscono all'autrice un materiale prezioso e vastissimo, che usa per raccontare se stessa con eccentrico, personalissimo talento.
l'autore
Lucia Berlin, nata in Alaska nel 1936, a ventiquattro anni incomincia a pubblicare racconti sulla rivista di Saul Bellow «The Noble Savage» e su «The New Strand», e in seguito su «Atlantic Monthly» e «New American Writing». La raccolta di racconti Homesick ha vinto il National Book Award nel 1991 e il racconto «My Jockey» (di soli cinque paragrafi) il Jack London Short Prize nel 1985. Le sue storie sono ispirate dagli anni dell’infanzia trascorsi nelle città minerarie del West; dagli anni dell’adolescenza a Santiago, in Cile; da tre matrimoni falliti; dal problema dell’alcolismo; dagli anni vissuti a Berkeley, New Mexico, e a Città del Messico; dai tanti diversi lavori che dovette fare per sostenere i quattro figli e continuare a scrivere. Negli anni Novanta insegna presso l’University of Colorado, Boulder. Nel 2001, la salute sempre più fragile la costringe a trasferirsi nella California meridionale vicino ai figli. Muore nel 2004 a Marina del Rey.