Stasis
La guerra civile come paradigma politico, Homo sacer, II, 2
Giorgio Agamben
Anno 2015
Collana «Temi»
Prezzo €14,00
84 Pagine
Rassegna Stampa:
5 febbraio 2015 - la Repubblica
20 febbraio 2015 - Avvenire
22 febbraio 2015 - la Lettura - Corriere della sera
1 marzo 2015 - Alias - il manifesto
17 aprile 2015 - L'Espresso
30 luglio 2015 - Internazionale
Link:
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il lavoro culturale
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il contenuto
Stasis è il nome della guerra civile nella Grecia antica. Un concetto così inquietante o impresentabile per la filosofia politica posteriore da non essere fatto oggetto sinora di una dottrina adeguata, neppure da parte dei teorici della rivoluzione. Eppure, sostiene Giorgio Agamben fornendo qui i primi elementi di una necessaria «stasiologia», la guerra civile costituisce la fondamentale soglia di politicizzazione dell’Occidente, un dispositivo che nel corso della storia ha permesso alternativamente di depoliticizzare la cittadinanza e mobilitare l’impolitico, e che vediamo oggi precipitare nella figura del terrore su scala planetaria. Al suo paradigma concorrono insieme due poli antitetici dei quali Agamben mette allo scoperto la segreta solidarietà, quello classico secondo cui la guerra civile è coessenziale alla polis, al punto che chi non vi prende parte è privato dei diritti politici, e quello moderno rappresentato dal Leviathan di Hobbes, che ne decreta l’interdizione, ma introduce una scissione – e con questa la possibilità della guerra civile – all’interno stesso del concetto di popolo.
l'autore
Giorgio Agamben si è dimesso dall’insegnamento di Filosofia teoretica presso lo IUAV di Venezia. Tra i suoi libri: Homo sacer. Il potere sovrano e la nuda vita (1995), Il sacramento del linguaggio (2008), Altissima povertà. Regole monastiche e forma di vita (2011), Il mistero del male. Benedetto XVI e la fine dei tempi (2013) e L’uso dei corpi (2014). Presso Bollati Boringhieri ha pubblicato: Mezzi senza fine. Note sulla politica (1996), Quel che resta di Auschwitz. L’archivio e il testimone (1998), Il tempo che resta. Un commento alla «Lettera ai Romani» (2000), La comunità che viene (2001), L’aperto. L’uomo e l’animale (2002), Stato di eccezione (2003), Ninfe (2007), Signatura rerum. Sul metodo (2008), Il Regno e la Gloria. Per una genealogia teologica dell’economia e del governo (2009) e Opus Dei. Archeologia dell’ufficio (2012).