L'istinto di narrare
Come le storie ci hanno resi umani
Jonathan Gottschall
Traduzione di Giuliana Olivero
Anno 2014
Collana «Nuovi Saggi Bollati Boringhieri»
Prezzo €22,00
255 Pagine
Rassegna Stampa:
30.03.14 - Domenicale - Il Sole 24 ore
26.03.14 - Silhouette donna
25.0414 - Sette - Corriere della sera
09.05.14 - Doppio zero
01.05.14 - Sette_Corriere della Sera
11.05.14 - Sette_Corriere della Sera
18.04.14 - Sette_Corriere della Sera
09.05.14 - Doppiozero
25.05.14 - Sette_Corriere della sera
15.05.14 - Sololibri.net
17.06.14 - Focus
27.06.14 - Corriere del sud
28.07.14 - La Lettura - Corriere della sera
28.011.14 - Mente locale
07.07.14 - Libreriamo
12.08.14 - Giornale di Sicilia
03.09.14 - Il Foglio
Settembre 2014 - L'indice
04.09.14 - La Repubblica_Milano
05.09.14 - Gazzetta di Mantova
29.08.14 - Il venerdì
12.09.14 - Avvenire
14.09.14 - Libreriamo
15.09.14 - Linkiesta
22.08.14 - Il Piccolo
01.05.14 - L'Espresso
15.09.14 - Sul romanzo
27 febbraio 2015 - Il Venerdì di Repubblica - Quit the Doner
marzo 2015 - leggendaria
Link:
Nienteansia.it
Rai.it
Radio Tre Scienza
il contenuto
Passiamo più tempo immersi in un universo di finzione che nel mondo reale. «L’isola che non c’è» è la nostra vera nicchia ecologica, il nostro habitat. Nessun altro animale dipende dalla narrazione quanto l’essere umano, lo «storytelling animal». Questo strano comportamento, che ci porta a mettere al centro della nostra esistenza cose che non esistono, è innato e antichissimo; ci sono segni di finzione fin dai primordi dell’umanità e basta osservare un bambino nel suo quotidiano gioco del «facciamo finta che» per capire che si tratta di un istinto primordiale, che ha già dentro di sé quando viene al mondo. Ma a che scopo? Jonathan Gottschall studia la narrazione da molti punti di vista e ha un’idea originale e affascinante per spiegare come si sia sviluppata questa strana abilità. Appoggiandosi, da letterato, alle ricerche più avanzate della biologia e delle neuroscienze, Gottschall evoca i ben tangibili vantaggi del mondo fantastico, e lo fa con il piglio del grande narratore. Raccontando storie, ad esempio, i bambini imparano a gestire i rapporti sociali; con le fantasie a occhi aperti esploriamo mondi alternativi che sarebbe troppo rischioso vivere in prima persona, ma che risulteranno utilissimi nella vita reale; nei romanzi e nei film cementiamo una morale comune che permette alla società di funzionare col minimo possibile di contrasti; e poi è provato che la letteratura ci cambia, fisicamente e in meglio. Qualsiasi insegnante sa bene che per far comprendere un concetto bisogna vestirlo di una trama. Il potere universale della finzione è probabilmente la nostra caratteristica più distintiva, il segreto del nostro successo, ciò che ha reso l’uomo un animale diverso dagli altri, permettendo a lui solo di vivere contemporaneamente molte vite, accumulare esperienze diverse e costruire il proprio mondo con l’incanto dell’invenzione.
l'autore
Jonathan Gottschall insegna Letteratura inglese presso il Washington and Jefferson College, in Pennsylvania. I suoi lavori sono stati commentati su «The New York Times Magazine», «The New York Times», «Scientific American Mind», «New Scientist», «Nature», «Science», «BBC» e «NPR». È autore, fra l’altro, di The Literary Animal. Evolution and the Nature of Narrative (con David Sloan Wilson, E. O. Wilson e Frederick C. Crews, 2005), Evolution, Literature, and Film (con Brian Boyd e Joseph Carroll, 2010), The Rape of Troy. Evolution, Violence, and the World of Homer (2008) e Literature, Science, and a New Humanities (2008). L’istinto di narrare è il suo primo libro tradotto in italiano. http://jonathangottschall.com/