La cura del mondo
Paura e responsabilità nell’età globale
Elena Pulcini
Essere capaci di cura vuol dire scoprirsi fragili e avere paura per il mondo.

PREMIO DI FILOSOFIA “VIAGGIO A SIRACUSA” 2009
Anno 2009
Collana «Nuova Cultura»
Prezzo €25,00
298 Pagine

Eventi
Rassegna Stampa:
01-09-2009 - Vogue
12-09-2009 - Almanacco dei Libri di Repubblica
18-09-2009 - Vita
19-09-2009 - Tuttolibri - La Stampa
26-09-2009 - D - La Repubblica delle Donne
1-11-2009 - Psychologies
23-12-2009 - Avvenire
20-02-2010 - ttl
13-06-2010 - Il manifesto
Area Universitaria:
Filosofia
Sociologia e Scienze Sociali
Dello Stesso Autore:
Il potere di unire Femminile, desiderio, cura  €18,00
L' individuo senza passioni. Individualismo moderno e perdita del legame sociale €22,00
il contenuto
Se il mondo è un insieme plurale di esseri singolari – come scandisce una nota formula filosofica –, un’etica all’altezza del fenomeno che chiamiamo «globalizzazione» non potrà che far valere sino in fondo le buone ragioni di questa coappartenenza, intervenendo sugli sviluppi disturbati, tipici della modernità e dei suoi esiti ultimi, e caratterizzati dalla cattiva polarità tra ossessione dell’io e ossessione del noi: individualismo illimitato nella sua versione tarda, narcisistica, e comunitarismo immunitario, che trova difensivamente alimento nel bisogno di un legame sociale ormai eroso. Entrambi configurano una patologia del sentire, l’uno per assenza, il secondo per eccesso di pathos. Secondo Elena Pulcini è appunto dalle passioni, dalla loro funzione cognitiva e comunicativa, che occorre ripartire. Si rivelerà decisivo riuscire a governare la paura, fondamentale passione della vita associata da riattivare attraverso una metamorfosi virtuosa, che al tempo stesso ne costituisca il risveglio emotivo e la ponga come precondizione dell’agire morale.
Essere consapevoli della propria vulnerabilità di soggetti non sovrani e prendere atto della realtà della contaminazione sono i presupposti che insegnano, al di là di un astratto doverismo e di malinteso alturismo, ad avere paura per, invece che ad avere paura di. E paura per il mondo significa cura del mondo. Con l’idea di cura, intesa nell’accezione classica di preoccupazione e sollecitudine, si affaccia una nuova nozione, emancipativa, di responsabilità, dove l’accento è spostato sul rispondere a, sul venir meno della rigidità identitaria.
l'autore
Elena Pulcini insegna Filosofia sociale all’Università di Firenze. A partire da Amour-passion e amore coniugale. Rousseau e l’origine di un conflitto moderno (Marsilio, 1990), i suoi numerosi saggi riflettono, all’interno di una teoria della modernità, su individualismo, passioni, soggettività femminile e legame sociale. Ha curato con Dimitri D’Andrea Filosofie della globalizzazione (ETS, 2001) e con Mariapaola Fimiani e Vanna Gessa Kurotschka Umano post-umano. Potere, sapere, etica nell’età globale (Editori Riuniti, 2004). Ha collaborato al libro collettivo Common Passion, Different Voices. Reflections on Citizenship and Intersubjectivity (Raw Nerve, 2006). Per Bollati Boringhieri ha pubblicato: L’individuo senza passioni. Individualismo moderno e perdita del legame sociale (2001) e Il potere di unire. Femminile, desiderio, cura (2003).