 La musica della vita La biologia oltre la genetica
| | | Denis Noble | Traduzione di Stefano Ravaioli Postfazione di Dario Di Francesco
«Dove si trova, ammesso che esista, il programma della vita? La tesi del mio libro è che non vi è alcun programma e che, nei sistemi biologici, non vi è alcun livello di causalità privilegiato». Denis Noble
| | Anno 2009 | | Collana «Saggi scienze» |  | | Prezzo €24,00 | | 192 Pagine |
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| il contenuto | | Se la vita può essere paragonata alla musica, dove si trova la partitura e chi ne fu il compositore? La scoperta negli anni cinquanta della doppia elica del dna e del codice genetico, e le successive ricerche riguardanti l’organizzazione del genoma e i meccanismi di sintesi delle proteine, hanno fortemente contribuito a orientare l’opinione pubblica verso il convincimento che i nostri geni siano i principali, se non addirittura gli unici responsabili del programma della vita. Questo orientamento «genocentrico» ha dominato il campo della divulgazione scientifica per decenni. Tuttavia, ci sono oggi molte evidenze che dimostrano come i processi biologici cellulari siano molto più complessi e articolati: in particolare, l’idea che i geni siano i diretti responsabili del fenotipo è troppo semplicistica. Nasce quindi naturale la domanda: ma i geni sono veramente i soli «musicanti» dell’orchestra della vita? Con questo libro, Denis Noble risponde, in modo elegante e provocatorio, che i geni non sono affatto i depositari del mistero della vita e gli autori del nostro destino, ma solo uno dei componenti che concorrono a modellare gli organismi nel corso dell’evoluzione.
Indice Introduzione 1. Il CD della vita: il genoma 2. L’organo a 30 000 canne 3. Il direttore: la causazione discendente 4. La sezione ritmica: il battito del cuore ed altri ritmi 5. L’orchestra: organi e sistemi del corpo 6. Modi e chiavi: l’armonia cellulare 7. Il compositore: l’evoluzione 8. Il teatro d’opera: il cervello 9. Cala il sipario: l’artista scompare
|  | | l'autore | | Denis Noble è professore di fisiologia cardiovascolare presso l’Università di Oxford. |
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