 | Contro il target | | | Remo Bassetti | | Il target è la pretesa di offrirci non ciò che desideriamo ma ciò che siamo | | Anno 2008 | | Collana «Temi» |  | | Prezzo €12,00 | | 125 pp. |
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| il contenuto | | Nessuna produzione è ormai pensabile se non è stato preventivamente individuato il suo target, ossia un insieme di persone intravisto come possibile fruitore del bene o del servizio. Attraverso il target, tuttavia, l’azienda si propone di offrire ai consumatori non tanto ciò che essi desiderano ma ciò che essi sono, e opera affinché la loro personalità non si sviluppi. Lungi dall’essere un mero strumento tecnico d’impresa per favorire l’incontro tra domanda e offerta, il target è alla radice della cristallizzazione sociale e, quel che è peggio, ha allargato il suo ambito di applicazione ben oltre il marketing tradizionale. Nella politica, all’originario compito di orientare la comprensione (cercare di indirizzare le persone a un’ideologia attraverso la persuasione) è subentrato quello di comprendere l’orientamento (carpire gli umori delle persone per appiattire su di essi la propria azione politica). Nell’editoria i principali quotidiani si sono costruiti un pubblico su misura, che riconfermano continuamente nelle opinioni che già possiede. Il risultato finale è che la società non è più abitata da gruppi di opinione ma da gruppi d’impressione, formati da individui suggestionabili, conservatori e privi tra loro di relazioni sostanziali. Può essere sorprendente scoprire che realtà apparentemente inconciliabili, come il partito di Berlusconi e il quotidiano “la Repubblica”, producano eguali e dannosi effetti di segmentazione della comunità. Ma ogni singolo esempio, anche l’università o la produzione culturale, rivela che il target ormai domina e costituisce le nostre vite e la nostra personalità. Per riscattarle è necessario abbandonare la moderna metafisica del consumo e ricercare modelli sociali radicalmente nuovi. Scoprendoli, imprevedibilmente, persino nel link o nella metropolitana.
|  | | l'autore | | Remo Bassetti, nato a Napoli, vive e lavora come notaio a Torino.Collaboratore della «Stampa», ha fondato e dirige il mensile «Giudizio universale». Ha pubblicato: "Storia e storie dello sport in Italia" (Marsilio, Venezia 1999); "Derelitti e delle pene. Carcere e giustizia da Kant all’indultino" (Editori Riuniti, Roma 2003). E' in uscita presso Cairo editore il suo primo romanzo "Stanno uccidendo i notai". |
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