 | Un cerino nel buio | | Come la cultura sopravvive a barbari e antibarbari | | Franco Brevini | | Né apocalittico né integrato, né barbaro né antibarbaro, uno sguardo terzo sul grande cambiamento nell’industria culturale. | | Anno 2008 | | Collana «Temi» |  | | Prezzo €13,00 | | 208 Pagine |
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| il contenuto | | L’istruzione superiore allo sbando, i quotidiani inzeppati di gossip e celebrities, la narrativa arrancante dietro ai fumetti e al cinema di intrattenimento: il tutto sotto l’imperio delle grandi cerimoniere, la televisione e la rete. Un quadro vorticoso che polarizza le reazioni e aggiorna coppie di opposti vecchie di quarant’anni. Da un lato l’allarme colto e un po’ sdegnoso di chi vede inverarsi le profezie situazioniste e prendere corpo i peggiori fantasmi apocalittici e orwelliani, dall’altro il tripudio ultramodernista di coloro che inneggiano alla maggiore democraticità del nuovo orizzonte. Convinto che nessuno oggi disponga di teorie soddisfacenti per spiegare i cambiamenti in atto, Franco Brevini prova a percorrere una terza via, incrociando vita vissuta – con l’impura, minuta trama delle sue occasioni – e rielaborazione intellettuale. Scrittore, docente universitario e collaboratore di giornali e periodici, racconta le peripezie del suo pendolarismo tra editoria, scuola e giornali, ossia i tre luoghi deputati alla produzione, trasmissione e comunicazione del sapere, quelli in cui lo stravolgimento dei modelli finora invalsi è maggiormente tangibile. Ne emerge uno spaccato della nostra società mediatica che sfata alcune leggende passatiste, a cominciare dall’eclisse della cultura. Nonostante i frettolosi certificati di morte presunta, pare non sia mai stata più vitale di adesso: il vero problema è dare un nome a questa vitalità, intuirne le dinamiche più promettenti perché meno sottomesse alle logiche usurate della pura custodia o del festoso collasso.
|  | | l'autore | | Franco Brevini insegna Letteratura italiana e Letteratura italiana contemporanea presso l’Università Iulm di Milano e l’Università di Bergamo. Studioso di poesia dialettale (Poeti dialettali del Novecento e Le parole perdute. Dialetti e poesia nel nostro secolo, entrambi Einaudi, Torino 1987 e 1990; La poesia in dialetto. Storia e testi dalle origini al Novecento, 3 voll., Mondadori, Milano 1999), collabora a «Panorama» e al «Corriere della Sera». Ha inoltre pubblicato volumi autobiografici legati alla sua passione per i viaggi e l’alpinismo: Ghiacci. Uomini e avventure dalle Alpi al Grande Nord (Mondadori, Milano 2002), Il ponte dell’Erfolet. Perché sono diventato alpinista (Le Chateau, 2002); Rocce. Dal Borneo alle Lofoten, dalle Alpi al Sahara. Avventure di uomini in scalata (Mondadori, Milano 2004). |
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