 | Stato di eccezione | | | Agamben Giorgio | | | Anno 2003 | | Collana «Temi» |  | | Prezzo €13,00 | | 120 pp. |
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| il contenuto | | Lo stato di eccezione, ossia quella sospensione dell'ordine giuridico che siamo abituati a considerare una misura provvisoria e straordinaria, sta oggi diventando sotto i nostri occhi un paradigma normale di governo, che determina in misura crescente la politica sia estera sia interna degli stati. Il libro di Agamben è il primo tentativo di fornirne una sommaria ricostruzione storica e, insieme, di analizzare le ragioni e il senso della sua evoluzione attuale, da Hitler a Guantanamo. Quando lo stato di eccezione tende a confondersi con la regola, le istituzioni e gli equilibri delle costituzioni democratiche non possono più funzionare e lo stesso confine fra democrazia e assolutismo sembra cancellarsi. Muovendosi nella terra di nessuno fra la politica e il diritto, fra l'ordine giuridico e la vita, dove i ricercatori non amano avventurarsi, Agamben smonta a una a una le teorizzazioni giuridiche dello stato di eccezione e getta una luce nuova sulla relazione nascosta che lega violenza e diritto.
|  | | l'autore | | Giorgio Agamben insegna Estetica all'Università di Verona. Tra i suoi sa gi filosofici pubblicati presso altri editori, "Bartleby, la formula della creazione" (Quodlibet, 1993), scritto con Gilles Deleuze, e "Homo sacer" (Einaudi, 1995). Presso Bollati Boringhieri ha pubblicato "Mezzi senza fine. Note sulla politica" (1996); "Quel che resta di Auschwitz. L'archivio e il testimone" (1998); "Il tempo che resta. Un commento alla «Lettera ai Romani»" (2000); la nuova edizione di "La comunità che viene (2001, già Einaudi, 1990) e "L'aperto. L'uomo e l'animale" (2002).
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