 Trance e possessione in Africa. Corpi, mimesi, storia | | | Beneduce Roberto | | RISTAMPATO NEL 2006 | | Anno 2002 | | Collana «Saggi. Storia, filosofia e scienze sociali» |  | | Prezzo €29,00 | | 344 pp. |
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| il contenuto | | La possessione e la trance da possessione sono state considerate a lungo fenomeni di pertinenza prevalentemente religiosa, politica (i culti di possessione come forma di protesta o di resistenza culturale dissimulata) o, in alternativa psicologica (espressione ritualizzata di desideri inconsci, valore terapeutico dei riti di possessione e, insieme, disturbo dissociativo, sindrome ...). Tuttavia solo un approccio che riconosca la natura irriducibilmente polisemica e plurale dei rituali di possessione, e restituisca valore a quelle espressioni più ordinarie non necessariamente correlate al tempo rituale (alla possessione "manifesta", dunque), permettere di comprendere per intero il dinamismo storico che caratterizza i culti di possessione e le loro tecniche. Sottratta ad una interpretazione univoca, restituita alla molteplicità delle sue espressioni, la possessione - qui analizzata anche nei mutevoli scenari della contemporaneità: contesti migratori, conflitti bellici ecc. - si rivela come una potente machine à penser, "buona per pensare" l'alterità, il potere, il sacro, il passato e il presente. Nonchè come un complesso dispositivo mnemotecnico, decisivo tanto nella riproduzione di memorie individuali o collettive quanto nella realizzazione di altre forme di coscienza storica. Protagonista a lungo rimosso di queste strategie è il corpo: luogo in cui si condensano miti, saperi, retoriche, memorie culturali, ma anche conflitti e contraddizioni, come le biografie dei posseduti stanno a testimoniare. |  | | l'autore | | Roberto Beneduce, etnopsichiatra, insegna antropologia culturale all'Università di Torino. Ha svolto ricerche in Mali, Eritrea e Mozambico e, più recentemente, in Camerun, nell'ambito della Missione Etnologica Italiana in Africa Equatoriale diretta da Franco Remotti. A Torino ha fondato il Centro Frantz Fanon di assistenza agli immigrati. Fra i suoi lavori: "Frontiere dell'identità e della memoria. Etnopsichiatria e migrazioni in un mondo creolo" (Milano, 1998). |
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