Jet-lag.
Antropologia e altri disturbi da viaggio
La Cecla Franco
Anno 2002
Collana «Variantine»
Prezzo €9,50
144 pp.

Area Universitaria:
Arti visive e Architettura
Viaggi
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il contenuto
Per l'antropologo, come per il viaggiatore, "jet-lag" significa la coscienza della complicazione del mondo raggiunta attraverso il disagio dello spostamento. Viaggiare oggi è diventato più rischioso e soprattutto più fastidioso. I cento disturbi che assediano il viaggiatore contemporaneo vanno dal mal d’aereo alle punture d’insetti, dalla paura dei dirottamenti ai rischi più propriamente culturali: shock di ambientamento, incontro con lingue, mentalità, ambienti estranei e talvolta ostili. L’industria del turismo e del viaggio ha occultato tutto ciò sotto la carta patinata dei depliant. Ma l’incontro con altri paesi e altre culture non sempre porta a esiti felici, e il disagio è forse l’unica reazione possibile di fronte a un mondo solo apparentemente globalizzato. Gli antropologi sono gli antesignani di questo disagio. Essi devono, per mestiere, andare in posti lontani per dimostrare sulla propria pelle che le culture sono differenti e spesso impenetrabili, o meglio che ci vuole il tempo e la fatica dell’esperienza perché la visita non si trasformi in dramma o in prepotenza.
l'autore
Franco La Cecla, antropologo e architetto, ha insegnato Antropologia culturale alle Università di Venezia, Verona e Palermo ed è stato professore invitato all'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi. Tra le sue pubblicazioni: "Il malinteso. Antropologia dell'incontro" (La Terza, 1997); "La pasta e la pizza", nella collana "L'identità italiana" del Mulino (Bologna, 1998); "Saperci fare. Corpi e autenticità" (Elèuthera, 1999); "Modi bruschi. Antropologia del maschio" (Bruno Mondadori, 2000); "Perdersi. L'uomo senza ambiente" (Laterza, 2000).
Ha curato con Maurizio Tosi il catalogo "Bruce Chatwin in Afghanistan" (Bruno Mondadori, 2000).