 Razza del sangue, razza dello spirito. Julius Evola, l'antisemitismo e il nazionalsocialismo (1930-43) | | | Germinario Francesco | | | Anno 2001 | | Collana «Saggi. Storia, filosofia e scienze sociali» |  | | Prezzo €15,49 | | 175 pp. |
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| il contenuto | | Dottrinario estremo, nume indiscusso della nuova destra, non solo italiana, Julius Evola elaborò tra la fine degli anni venti e il periodo della guerra una compiuta teoria razzista antisemita, che i suoi seguaci oggi tentano di dissolvere nel magma del suo pensiero. Invece, consegnato a opere al tempo famose ("Imperialismo pagano, Il mito del sangue, Sintesi di dottrina della razza") e una miriade di articoli sparsi su riviste e giornali del regime, l'antisemitismo evoliano è perfettamente enucleabile nelle sue dominanti speculative e nei suoi sviluppi politici, e più organico al fascismo di quanto vorrebbe la perdurante leggenda "frondista" del personaggio. Quello che ancora nel 1942 appariva a Giorgio Almirante un "razzismo da buongustai", gravita attorno alla nozione qualitativa di razza dello spirito, forza metabiologica di cui la razza del Sangue sarebbe puro "simbolo, segno o sintomo". Un'idea differenzialista e aristicratica che, se sdegna le teorie naziste alla Rosenberg perchè naturalistiche e plebee, accentua via via i contenuti antisemiti, e finisce per auspicare la convergenza tra fascismo e nazismo, entrambi portatori di una "coscienza imperiale" che restaurerà la Tradizione. Nemico di una rinata società dei Valori dominata dalla superrazza guerriera romanoariana è proprio l'Ebreo, in cui si incarnano la modernità e i disvalori dell'Oro.
|  | | l'autore | | Francesco Germinario (Molfetta, 1955) svolge attività di ricerca presso la Fondazione Luigi Micheletti di Brescia, per i cui "Annali" (1993-94) ha curato "«Cher camarade»...Sorel a Lanzillo 1909-1921". |
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