 | Einstein è vissuto qui | | | Pais Abraham | | | Anno 1995 | | Collana «Le Vite / La cultura scientifica» |  | | Prezzo €36,15 | | X-295 pp., ill. |
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| il contenuto | | E' un libro particolarmente appetibile per quanti, più che all'opera dello scienziato, sono interessati alla figura di Einstein uomo, al di là del mito. Attingendo a fonti in parte indisponibili al tempo della pubblicazione del primo volume - tra queste, le famose lettere d'amore degli anni giovanili -, Pais traccia un ritratto imprevedibile, molto più sfaccettato e complesso di quanto una certa agiografia lascerebbe supporre. Un chiaroscuro dove non mancano zone d'ambiguità. E persino una punta di giallo: che ne fu della figlia Liserl ad esempio? Gli esempi tratti dalla "Komische Mappe", il «dossier delle stranezze» di Einstein, testimoniano poi del clima di isteria collettiva che si creò intorno allo scienziato dopo il trionfo delle sue teorie: letterine infantili a questo zio-mago cui si suggerisce un taglio di capelli, offerte di matrimonio di signore intenerite dalla sua aria trasandata, richieste di aiuto come pure bieche espressioni di intolleranza antisemita per colui che era diventato un uomo simbolo, campione dei valori internazionalisti e pacifisti. Nell'analizzare le ragioni del mito di Einstein - un fenomeno unico nella storia della comunicazione - Pais si sofferma sul ruolo avuto dai media, in particolare la grande stampa periodica, cui dedica l'ultima parte del volume. Oltre a particolari inediti della vita familiare, il libro illustra in modo esauriente il credo filosofico di Einstein e le sue prese di posizione sui grandi temi della politica, della pace e della guerra, sulla pena di morte, nonché gli incontri con uomini eminenti, dal presidente Rockefeller a Gandhi, da Charlie Chaplin a Freud. |  | | l'autore | | Abraham Pais, nato nel 1918 ad Amsterdam, studiò con Bohr a Copenaghen nel 1946 e conobbe Einstein nello stesso anno. Fisico eminente, professore a Princeton e alla Rockefeller University, fu insignito nel 1979 del premio Oppenheimer. |
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