Il motto di spirito
e la sua relazione con l’inconscio
Freud Sigmund
210/211 Con un saggio introduttivo di Francesco Orlando
Anno 1975
Collana «Universale Bollati Boringhieri»
Prezzo €17,00
272 p.
Area Universitaria:
Classici della psicologia e della psicoanalisi. Psicologia, arte e cultura
il contenuto
"Sua altezza serenissima fa un viaggio attraverso i suoi Stati e nota tra la folla un uomo che, nell'aspetto imponente, gli somiglia in modo straordinario. Gli fa cenno di accostarsi e gli domanda: Vostra madre è stata a servizio a Palazzo, vero? - No, Altezza - è la risposta -, ma c'è stato mio padre." "La differenza tra professori ordinari e professori straordinari consiste nel fatto che gli ordinari non fanno nulla di straordinario e gli straordinari non fanno niente che sia anche solo ordinario." Queste storielle fanno parte della nutrita rassegna di esempi con cui Freud illustra come il "motto di spirito" trasformi i privati e tormentosi "giochi proibiti" del nostro inconscio nel più gustoso ed esilerante gioco di società che gli uomini inventano per dare espressione alle loro profonde e incoffessate inclinazioni. Ma il libro non si limita a presentare e classificare gli inesauribili virtuosismi linguistici con cui sono costruiti i frizzi, gli ammicchi e gli umori della borghesia ebraica e della raffinata società di intellettuali e letterati mitteleuropei all'inizio del ventesimo secolo; il rigoroso impianto scientifico del Motto di spirito e il suo costante riferimento a una concezione quantitativa e dinamica dell'apparato psichico lo collocano in una posizione assai importante nel pensiero teorico di Freud. Inoltre, per il privilegio in esso accordato agli aspetti formali e stilistici del linguaggio, al Motto di spirito guarda con particolare interesse la moderna critica intesa a elaborare una nuova teoria freudiana dell'arte. Il saggio introduttivo di Francesco Orlando documenta autorevolmente questa nuova chiave di lettura, esercitata su un testo che, pur essendo un classico della psicoanalisi, è da decenni considerato intraducibile.