 | Musica in nero | | Il campo discorsivo del jazz | | Sparti Davide | | | Anno 2007 | | Collana «Nuova Cultura» |  | | Prezzo €17,00 | | 224 pp. |
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| il contenuto | | Il jazz non è solo musica, è pure un insieme di commenti, teorie, racconti, film, documentari, fotografie... Tutto ciò ha contribuito a dare forma all’immaginario jazz, un immaginario tanto bianco quanto nero, poiché se la musica è una creazione afro-americana, il discorso sul jazz è anche una creazione mediante la quale la musica si separa pericolosamente dai corpi che la producono, e dal loro colore. Il jazz deve dunque essere considerato un “fatto sociale totale”, un insieme di fenomeni nei quali sono implicati pratiche, discorsi e rappresentazioni. Adottando un approccio non musicologico ma ad ampio spettro, questo libro è al tempo stesso una nuova storia sociale del jazz, un tributo alla cultura afro-americana (la quale, privata di riconoscimento e deprivata di linguaggio ha appunto “inventato” il jazz) e un tentativo di ritrarre il jazz attraverso quattro forme di rappresentazione di tale musica. Il discorso primitivista vede il jazz come musica inferiore e selvaggia, contrapponendo al mondo istintivo dei suoni il mondo civilizzato dei testi. Espressione dell’epoca metropolitana e meccanizzata, il discorso modernista collega il jazz all’industria culturale, alla standardizzazione e al consumo. Il discorso politico intreccia il jazz alle rivendicazioni dei movimenti per i diritti civili degli anni sessanta. Il discorso sperimentalista, infine, riflette l’impatto del jazz sulle avanguardie artistiche. Musica in nero, al tempo stesso un titolo, una condizione – quell’afro-americano relegato in un mondo sommerso –, un riconoscimento (a chi quella musica l’ha creata) e un requisito (bisogna “indossare i loro panni” affinché quella musica possa essere compresa e suonata). Indice 1. Suoni sulla linea del colore: un'intruduzione Desiderio e scrittura Retoriche del jazz Responsabilità e narrazione Dinamica del jazz Cosa persiste? 2. Jazz e identità afro-americana. Gli antefatti Schiavitù Linguaggio e identità Segregazione e contagio 3. Retoriche del jazz. Il discorso primitivista: jazz e nuda vita 4. Retoriche del jazz. Il discorso modernista: il jazz fra standardizzazione e signifying 5. Retoriche del jazz.Il discorso politico: free jazz e movimenti politici per i diritti civili 6. Retoriche del jazz. Il discorso sperimentale: il jazz e le avanguardie 7. Neritudine, razzismo e riconoscimento. Una coda Il valore della razza La pelle giusta: razza e visibilità Razzismo al riconoscimento
|  | | l'autore | | Davide Sparti, perfezionatosi presso l’Istituto Universitario Europeo di Firenze e presso l’Università di Francoforte, fellow del Collegium di Budapest, è autore di dieci monografie e di tre volumi a sua cura nel campo dell’epistemologia delle scienze sociali, della teoria dell’identità, della filosofia di Wittgenstein, e dell’agire performativo. Ha scritto numerosi articoli e recensioni collaborando con riviste italiane e internazionali. Dal 2001 è professore associato all’Università di Siena. È cofondatore e membro del comitato di direzione della rivista “Studi culturali”.
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