Concentrazione e controllo: parole che compendiano la storia recentissima dell’editoria – e dei media in generale – nei grandi paesi occidentali, incluso il nostro. A cinque anni dal quadro precedente, già allarmante, Schiffrin raccoglie il precipitato sempre più drammatico delle realtà editoriali che conosce meglio, quella francese e quella angloamericana. I cambiamenti strutturali intervenuti nella produzione, nei circuiti distributivi e nella vendita del libro, la strategia di acquisizione progressiva degli editori indipendenti da parte dei colossi mediatici, con la protezione dei governi, e il prevalere di una logica di profitto sulla imprenditorialità libraria hanno concorso ad alterare nel profondo la qualità del prodotto. Paradigmatico è il caso della Francia, dove la fusione degli ex duopolisti Hachette e Vivendi, il successivo intervento di Wendel e la vendita di Seuil hanno ridisegnato la mappa dell’editoria. Non meno ridotta risulta la quota di indipendenti in Inghilterra, mentre negli Stati Uniti le concentrazioni di fine secolo continuano a esercitare i loro effetti d’urto sulle tradizioni editoriali e sulla libertà d’espressione. Un’estensione del controllo a cui il mondo intellettuale ha reagito in modo complessivamente debole, fino al silenzio che Schiffrin registra in Francia, ma che non ritiene irrevocabile, indicando un’alternativa possibile nella piccola utopia di una ripresa della parola e dell’iniziativa pubbliche.

Titolo
Il controllo della parola
ISBN
9788833916453
Autore
Collana
Anno
2006
Formato
Brossura
N° di pagine
109

  • I libri di André Schiffrin

Il controllo della parola

Il controllo della parola

A. Schiffrin

Concentrazione e controllo: parole che compendiano la storia recentissima dell’editoria – e dei media in generale – nei…

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