Elizabeth Von Arnim, i libri e la vita della scrittrice

di Azzurra Trentin | 30.06.2017

Elizabeth von Arnim è lo pseudonimo della scrittrice inglese Mary Annette Beauchamp, autrice di romanzi come "Il giardino di Elizabeth", "Vera", "Un incantevole aprile" e "Mr. Skeffington". Scrittrice ironica e disincantata, fu una donna indipendente e colta...


Elizabeth Von Arnim è lo pseudonimo della scrittrice inglese Mary Annette Beauchamp, nata in Australia da genitori di origine britannica, autrice di romanzi come Il giardino di Elizabeth, Un incantevole aprile, I cani della mia vita, Vera, La fattoria dei gelsomini e Mr. Skeffington (tutti pubblicati da Bollati Boringhieri), per citarne solo alcuni.

La giovinezza e il primo matrimonio

Mary Annette Beauchamp nasce nel 1866 a Kirribilli Point, Australia, nella residenza di famiglia, appartenente alla borghesia mercantile della colonia britannica. Il padre era un mercante nato a Londra e proveniente da una famiglia colta dedita alle arti e, quando Mary ha solo tre anni, tutta la famiglia si trasferisce nuovamente in Inghilterra.

Elizabeth von Armin
Foto da: http://elizabethvonarnimsociety.org

Mary viene educata a Londra, dove dimostra un precoce talento musicale: viene ammessa al Royal College of Music, dove si dedica soprattutto allo studio dell’organo, che impara a suonare egregiamente. Sarà proprio questo suo talento musicale ad attirare l’attenzione del suo futuro marito, conosciuto a Roma, durante un viaggio in Italia con il padre.

Nel 1891, sposò il conte Henning August Von Arnim-Schlagenthin, un aristocratico prussiano, e da quell’infelice unione nacquero cinque figli, quattro femmine e un maschio. Non fu un unione felice e, anni dopo, la scrittrice farà riferimento al primo, oppressivo, marito con il riferimento biblico: ‘L’uomo dell’ira’.

L’esordio letterario di Elizabeth Von Arnim

Pubblicato anonimamente nel 1898, (edito in Italia da Bollati Boringhieri, traduzione di G. Bianchi Baldizzone), il suo romanzo d’esordio è Il giardino di Elizabeth. Il titolo fa riferimento alla residenza in campagna della famiglia Arnim, a Nassenheide, in Pomerania, dove l’autrice si recò per la prima volta nel 1896.

Elizabeth Von Arnim Il giardino di Elizabeth

Lasciandosi alle spalle la Berlino aristocratica, la scrittrice si innamorò immediatamente della pace e dell’isolamento di quel luogo e, proprio da questo sentimento idilliaco, nasce il primo romanzo: una narrazione in prima persona in cui l’io narrante, di nome Elizabeth, racconta la tranquillità ritrovata nella cura del giardino. Dopo il successo di questo primo romanzo, i successivi saranno pubblicati con la firma “dall’autrice de Il giardino di Elizabeth” e, con il passare del tempo, l’autrice comincerà a farsi chiamare Elizabeth anche nella vita privata.

Vera e il secondo matrimonio

Dopo la morte del marito, nel 1910, Elizabeth Von Arnim visse tra Londra e Chalet Soleil, costruito nel 1911 a Montana (oggi Crans Montana) in Svizzera, dove custodiva tutti i suoi libri e intratteneva un circolo di amicizie intellettuali, tra cui ricordiamo: lo scrittore britannico Edward Morgan Forster, che fu anche tutore dei suoi figli, e Herbert George Wells, anch’egli scrittore inglese, con il quale l’autrice ebbe una relazione amorosa turbolenta, che finì per trasformarsi in una solida amicizia.

Elizabeth Von Arnim Vera

Tra i suoi romanzi più celebri ricordiamo il controverso Vera (Bollati Boringhieri, traduzione di M. Peluso), pubblicato nel 1921. Si tratta della narrazione, tragicomica, e lievemente dark, del secondo matrimonio di Elizabeth Von Arnim, con il duca John Francis Stanley Russell, nel 1916: Questo era, secondo l’autrice, il suo libro migliore, mentre il matrimonio fu tanto disastroso quanto breve: si concluse nel 1919 quando i due si separarono e la scrittrice si recò negli Stati Uniti d’America.

Le vacanze in Italia e l’Incantevole aprile

Ispirato alla vacanza trascorsa sulla costa italiana e scritto al Castello Brown di Portofino, Un incantevole aprile, 1922 (Bollati Boringhieri, traduzione di L. Balacco), è forse il libro più letto e più amato dell’autrice, ma anche quello che ha ricevuto più adattamenti teatrali e cinematografici.

Elizabeth Von Arnim Un incantevole aprile

Il romanzo narra le avventure di quattro donne, estremamente diverse tra loro, che decidono di lasciarsi alle spalle la grigia Inghilterra per prendersi un mese di vacanza in Riviera in Italia, tra il glicine e le acacie. Nel piccolo paradiso mediterraneo, Mrs Wilkins, Mrs Arbuthnot, Mrs Fisher e Lady Caroline Dester scoprono una libertà mai assaporata prima, sciolta dalle regole e costrizioni della società cui appartengono. Ironica e irriverente, l’opera ha avuto un successo immediato e ne sono stati tratti diversi adattamenti per cinema e teatro, tra cui un musical di Broadway, nel 1925, e un film interpretato da Josie Lawrence, Jim Broadbent e Joan Plowright, nel 1992.

Elizabeth Von Arnim e i romanzi della maturità

Nel 1929 pubblica Colpa d’amore, storia ironica e disincantata di uno scandalo nella buona società. La protagonista, Milly, rimane vedova e, alla lettura del testamento, scopre che il marito l’aveva diseredata; capisce che il defunto doveva essere a conoscenza della sua relazione, adulterina, con un altro uomo che, ora, non la vuole più, preferendo sposare una donna più giovane. Non sapendo a chi rivolgersi, Milly chiede aiuto e ospitalità alla famiglia del marito che, tra equivoci, scandali e fraintendimenti, gliela concede.

Elizabeth von Arnim Colpa d'amore

L’anno successivo, alla ricerca di un clima più mite, si trasferisce a Mas des Roses, presso Mougins, in Francia, dove rimarrà fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Vi trasloca tutti i suoi libri, coltiva un meraviglioso giardino dove si diletta d’intrattenere amici e familiari; vive circondata dalle rose e dai suoi amatissimi cani, ai quali dedica anche un romanzo, del 1936, I cani della mia vita (Bollati Boringhieri, traduzione di G. Bianchi Baldizzone), in cui li racconta tutti, uno per uno.

Nel 1934 pubblica La fattoria dei gelsomini (Bollati Boringhieri, traduzione di Simona Garavelli), romanzo dall’intreccio vittoriano che mescola sospetto e tradimento, vendetta e inganno, per una galleria di personaggi femminili dipinti con agghiacciante efficacia, tra una partita a scacchi e una fuga in Provenza.

Elizabeth von Arnim La fattoria dei gelsomini

L’incombere della guerra la costrinse, nel 1939, a lasciare Mas des Roses, per rifugiarsi negli Stati Uniti d’America, dove la pubblicazione, nel 1940, di Mr. Skeffington (Bollati Boringhieri, traduzione di Simona Garavelli), fu accolta da un enorme successo, rendendola nota anche oltre oceano. Il romanzo tratta una protagonista femminile che non riesce ad accettare l’invecchiamento e si mette sulle tracce dell’ex marito, che non rivede da quando erano giovani. È l’ultimo libro pubblicato da Elizabeth Von Arnim: indebolita dall’età e dagli spostamenti, la scrittrice si spense nel 1941 in South Carolina.

Anche nella vita privata, come nei suoi libri, era ormai nota a tutti come Elizabeth e  così si faceva chiamare dai suoi cari, con lo pseudonimo da scrittrice tutt’oggi più conosciuto del suo nome di battesimo. Un approfondimento dedicato all’autrice si trova anche sull’Indipendent.

Nota: La foto in alto è di © Eric Schaal / The LIFE Images Collection / Getty Images

Fonte: www.illibraio.it